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Rapina al portavalori a Orgosolo, trovate tracce nel furgone dei malviventi


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Paese

Dati Generali
Il paese di Orgosolo
È probabilmente uno dei paesi più conosciuti dell'entroterra sardo, noto soprattutto per essere stato, tanti anni fa, il luogo di tanti episodi di banditismo che hanno conferito ad Orgosolo una fama particolare, quasi il baluardo arroccato della tradizione sarda contro l´avanzare della civiltà moderna. Ma tutto questo appartiene al passato. Oggi Orgosolo è uno dei più rinomati centri del turismo montano dell'Isola, in virtù dello splendido paesaggio offerto dai boschi e dalle rocce del selvaggio massiccio del Supramonte. In particolare si segnalano la foresta demaniale di Montes, dove sopravvivono molti rari esemplari della fauna sarda, e la vetta di Monte Novo San Giovanni, da cui è possibile ammirare un magnifico panorama su tutta la Barbagia. Anche il centro abitato è piacevole da visitare, grazie ai murales che abbelliscono gran parte delle case e dei palazzi. Duecento dipinti che colorano il centro storico, riecheggiando momenti di lotta sociale, di vita quotidiana, di lavoro nei campi, di transumanza. Inaugurati nel 1969, in un momento di elevato disagio sociale con i fatti di Pratobello quando la popolazione locale si oppose alla costruzione nella zona di una base militare, i murales richiamarono l'attenzione anche di artisti non squisitamente isolani: nel 1975, Francesco Del Casino, senese di nascita ma sposato e residente ad Orgosolo, iniziò a dipingere su pareti spoglie con la collaborazione degli alunni della scuola media. Fu seguito dall´orgolese Pasquale Buesca. Tra i murales più belli, il cosiddetto “Indiano?, immagine simbolo di Orgosolo che accoglie chiunque arrivi in paese. Dopo gli anni della contestazione, negli anni Ottanta i soggetti furono scene di vita quotidiana: uomini a cavallo, donne con in grembo i propri figli, la lana delle pecore e contadini con in mano la falce. Oggi si è passati a disegnare e riprendere eventi anche internazionali, come la tragedia delle Torri Gemelle a New York nel 2001. Particolari, inoltre, i murales che si richiamano espressamente allo stile cubista anni Venti, come ricorda un particolare della “Guernica? di Pablo Picasso.
Il territorio di Orgosolo
Altitudine: 240/1433 m.
Superficie: 223,66 Kmq
Popolazione: 4538
Maschi: 2308 - Femmine: 2230
Famiglie: 1569
Densità abitanti: 20,29 per Kmq
Farmacia: corso Repubblica, 147 - tel. 0784-402566
Guardia medica: via Angioi - tel. 0784 403285
Carabinieri: corso Repubblica, 76 - tel. 0784 402122
Polizia municipale: via Sas Codinas - tel. 0784 400926

FotoGallery



Storia

ORGOSOLO, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Nuoro, compreso nel primo mandamento. Era con Oliena parte del giudicato della Bar-baria orientale (Ogliastra), e terra di frontiera del regno Cagliaritano sopra i confini dell’Arborea e della Gallura.

La sua posizione geografica è nella latitudine 40° 12' 30", e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 15'.

Le case sono disposte gradatamente incontro al settentrione alla pendice d’un colle di mediocre elevazione tra varii altri minori rilevamenti del suolo in luogo assai ameno per la vegetazione che si anima e nutre dall’acqua di molte scaturigini, la quale giova nell’estate alla orticoltura.

Dalla esposizione si può presumere che nell’inverno non sia un luogo temperato, e dalla persistenza delle nevi per molti giorni in tutte le invernate e dallo spessore delle tavole di ghiaccio, maggiore che nei luoghi prossimi, ma in altra condizione, si accerta la opinione.

I venti predominanti sono i settentrionali e i maestrali, che soffiano con impeto e raffreddano l’atmosfera. Il colle, su cui siede, lo copre da’ venti australi, il monte di Oliena dal levante e da’ collaterali. La nebbia, che rara volta ingombra i luoghi, non portò mai nocumento, e i temporali che vi passano per arrestarsi sulle cime dei non lontani alti monti non dan terrore nè danno.

L’aria è riconosciuta salubre in ogni tempo.

Il territorio di Orgòsolo ha una superficie forse non minore di 50 miglia quadrate, in gran parte montuosa, principalmente all’austro, dove sorge il monte s. Giovanni, sul quale torreggia una gran mole, che da lungi può parere un immenso castello.

Essendo tanto estesi i limiti degli Orgolesi si può indicare compresa nei loro salti parte dei monti che si dicono di Oliena, d’Ursulè e di Fonni, e sono detti Su Litu, Fumai e Corru de Boe.

In generale il terreno è aspro, sassoso, e in molti luoghi impraticabile. Domina la roccia calcarea sopra il granito.

Trovasi un calcareo color di piombo, che prende un bel liscio, selce bianca, talco e si indicano alcune vene piombifere ec.

Le fonti di questo territorio sono molte, ma nessuna di considerazione per molta copia delle acque, senza eccezione della stessa Fontana Bona, dalla quale ha suo principio il principal fiume, che, come altrove notammo, è un affluente del Cedrino, e di guado pericoloso nell’inverno e quando gonfiasi da’ torrenti. Quasi tutti gli anni perisce qualche persona in traversarlo.

Le specie ghiandifere sono molto propagate, massimamente gli elci, e immensi tratti or si vedrebbero ingombri di folta selva se non fossero stati i molti incendi, che da circa 30 anni in qua si destarono quando per caso, quando per maligno consiglio. Nei siti, dove le piante non patirono in alcun modo, vedonsi individui colossali tra le quercie e i lecci.

Gli olivastri sono frequentissimi e se ne vedono sviluppati in gran corpo.

Dopo questi fruttiferi noterò l’abbondanza di quegli alberi che dan legno ottimo per costruzione, il tasso principalmente di un color vivo e l’incorruttibile ginepro.

Le solite specie di animali selvatici, che indichiamo comunemente, tutte si trovano ne’ salti orgolesi, compresivi i mufioni.

Popolazione. Nell’articolo Nuoro provincia abbiamo notato maggiori maschi 698, femmine 699, minori maschi 383, femmine 369; in totale anime 2149, che si devono ripartire in famiglie 465.

I numeri medii del movimento sono nascite 60, morti 30, matrimoni 18. Finora accade gran mortalità ne’ fanciulli per l’influenza vajuolosa, e saranno altre vittime se non si pratichi la vaccinazione; nell’età di vigore i più periscono per infiammazioni di petto, gli altri che sfuggono ad uno ed ad altro pericolo vivono a lungo e non è rara la longevità di ottogenari e nonagenari.

Del carattere morale dei medesimi si è detto abbastanza nell’articolo Nuoro provincia, nè al detto si ha da apporre altra notazione, se non sia per il rispetto che hanno i medesimi ai preti, principalmente al paroco, soffrendo i più terribili e famosi di esserne non solo rampognati, ma fino schiaffeggiati, e sopportando gli schiaffi come farebbe un figlio di docil natura sotto il proprio padre.

Dopo le due principali professioni, nelle quali lavorano circa 700 persone, pochissimi possono citarsi ne’ mestieri di ferrajo, falegname ec. Ma se son rari che si addicano specialmente a questi lavori, sono parimente rari quelli che li ignorino, e l’orgolese maneggia l’ascia e la sega, leva un muro, si cucisce le scarpi ec. Alcuni si esercitano nel negozio.

Le donne sono molto diligenti nelle opere domestiche, e fan giuocare il telajo, che si ha in ogni casa, per il panno necessario alla famiglia.

La istruzione primaria è stabilita, ma frequentata da pochi perchè i piccoli dei pastori vanno o restano ne’ salti, ora a portar provviste, ora a guardare i branchi.

Agricoltura. Non si può negare che l’agricoltura abbia fatto dei progressi, non pertanto essa è ancora lungi da quel che può essere e continua a prevalere l’arte pastorale, come è chiaro nel numero de’ coloni e in quello de’ pastori, il primo essendo al secondo come tre a quattro. Lo spirito di indipendenza è ancora nella maggior parte e per questo poco piace la vita sedentaria, nella quale bisogna dipendere e far meno dell’arbitrio.

Le terre degli orgolesi, come le altre della Barbagia, sono più idonee alla semenza dell’orzo, che a quella del frumento, e però si semina più del primo che del secondo, quanto notammo rispettivamente nella Tabella dello stato attuale dell’agricoltura, ponendo starelli 500 di grano e 1600 d’orzo. La fruttificazione ordinaria del grano è al 7, quella dell’orzo al 10.

Molto è poi piccola la quantità di terreno che si adopera nella coltivazione delle fave e de’ legumi, perchè non più di star. 40. E in questo se è troppa la ristrettezza devesene accagionare piuttosto la trascuraggine, che la non buona natural condizione, perchè sono molti i siti bene esposti e che possono essere facilmente irrigati.

L’orticoltura occupa circa 35 starelli. Le patate sono stimate, cresce sempre il prodotto e con esso si fa più facile il vitto.

Gli alberi fruttiferi compresi tra l’abitato e nei predi dintorno non sono meno di 12 mila individui di molte specie e varietà. I gelsi annosi, dei quali si servono per l’educazione dei bachi da seta, non erano finora più di due centinaja. È ignoto quando questa specie fu introdotta, e le donne orgolesi abbiano imparato a far quanto fanno per ridurre i bozzoli in fazzoletti e in veli o bende, come esse dicono. Può essere che mentre nelle migliori parti dell’isola si è già destato tanto amore a questa coltura, cresca la medesima in Orgosolo e nelle prossime terre, dove si faceva, come in questa, pari opera. Nel salto è gran copia di peri, e i frutti sono per chi li prende.

Abbiamo notata l’area delle vigne di circa starelli 55, e ora dobbiam dire che pochissima è la cura che si usa sopra le medesime. E della piccola estensione e poca cura la ragione è nel tenuissimo frutto che se ne perceve non perchè la vite non vi prosperi, ma perchè il bestiame penetrandovi ora spontaneo, ora immessovi, fa grandi guasti. Il quale inconveniente se si potesse togliere, io non dubito che i coloni faticherebbero volentieri e il vigneto si estenderebbe a tanto che potesse produrre per la sufficienza della popolazione.

Le varietà che sono in queste poche vigne sono in gran numero, mancando ben poche di quelle che sono coltivate nelle regioni vinifere.

La massima parte del vigneto essendo in esposizione male scelta le uve non maturano così bene, come nelle terre della prossima Oliena, e l’arte essendo imperfettissima i vini sono di pochissima bontà. Nelle parti più favorevoli dove i grappoli potrebbero maturare, non si lasciano il tempo necessario, volendosi prevenire i ladri e salvarli dal bestiame.

La prepotenza dei pastori vorrebbe che restassero in aperto e comuni tutti i salti. Di vere tanche, cioè di larghi chiusi, non se ne può indicare che una sola, che fu formata non ha molti anni; gli altri predi per cultura e pastura alterna sono assai ristretti.

Pastorizia. Il territorio di questo paese è uno dei più idonei alla pastorizia, dove la medesima molto prospererebbe se fosse maggior intelligenza nei metodi e si provvedesse all’alimento del bestiame nelle invernate più rigide, come si potrebbe fare facilmente.

I pastori orgolesi non sono meno di quattrocento, come fu già notato, ed il bestiame è approssimativamente ne’ numeri che si posero nella tabella dello stato attuale dell’agricoltura nell’articolo Nuoro provincia: notandosi nel bestiame manso, buoi per l’agricoltura 480, vacche 42, cavalli 260, majali 314, giumenti 265; nel bestiame rude, capre 4500, vacche 3400, pecore 7000, porci 8000.

Quando inoltra l’autunno e comincia a nevicare una gran parte delle greggie e degli armenti discendono da questa alta e fredda regione a climi più miti nelle pianure del Campidano d’Arborea e nelle maremme d’Orosei e Posada; poi nel ritorno dell’aprile risalgono ne’ salti patrii a’ pascoli abbondanti e più graditi. Ma la gran copia d’alimento è spesso nociva se il pastore non è accorto. Quel che più nuoce è la ferula, della quale tutte le bestie sono ghiottissime, massime se la pianta sia spruzzata di rugiada, o umida delle prime pioggie autunnali.

Commercio. Articolo principale del commercio degli orgolesi sono i prodotti pastorali, capi vivi, formaggi, pelli e lane; dopo questi prodotti agrari, segnatamente il superfluo dell’orzo.

La somma che si guadagna forse non sopravanza le 70 mila lire nuove.

Religione. Il vescovo di Galtelli tiene gli orgolesi nella sua giurisdizione. Il paroco che ha titolo di rettore è nella cura delle anime assistito da quattro sacerdoti.

La chiesa maggiore è sotto l’invocazione di s. Pietro apostolo, di forma semplice e mediocremente provveduta di sacri arredi.

Sono poi entro l’abitato sei chiese minori, intitolate dalla Vergine Assunta, da s. Antonio, dalla s. Croce, da s. Nicola e da s. Sebastiano. Quest’ultima ricorda il voto fattosi al santo mentre imperversava in queste regioni la pestilenza.

Nelle feste si usa sempre il giuoco della Vardia, e molti cavalli corrono per la contrada della chiesa, o a uno a uno, o a più insieme. Siccome gli orgolesi sanno bene il maneggio del cavallo, però moltissimi amano far prova di destrezza, e gareggiano coi giovani anche i vecchi.

Il cemiterio è attiguo alla chiesa parrocchiale, e distante dall’abitato cinquecento passi.

Nei salti sono altre quattro chiese, s. Leonardo verso il greco a distanza di un’ora tra le rovine del-l’antico paese di Locoi che restò deserto nel 1810, e avea per parrocchia questa chiesa; s. Marco verso il libeccio in distanza di un miglio; s. Antioco tre volte più lontana, e i ss. Egidio ed Anania patroni di Orgosolo alla distanza di mezz’ora nel luogo dove i medesimi furono sepolti, e ne sono conservate le reliquie in urne di pietra. La tradizione porta che abbiano sofferto la morte per G. C., e forse dai Barbaracini pagani. Nelle iscrizioni sono i soliti simboli cristiani, e questi particolari d’un cuore punto da freccia e di una sega. Ecco le parole:

HIC . IACET . B . M . ANANIA COMITE . ARIC . V . A … B . M . XL . R VT. DIE . XI IVNII . ET . B . M . EGIDI EPP . V . LX . REQVIE BIT . IN . PACE . DIE . VIIII

IVLII . ANNO . CCC… ET . HIC . DEPOSITI . FVERVNT

La forma dei caratteri ed altri rispetti fan credere che quest’iscrizione siasi fatta quando nel medio evo si deposero le reliquie nel luogo, dove oggidì sono venerate.

Antichità. Nei salti di Orgosolo erano non meno di dieci nuraghi, i più dei quali sono in gran parte distrutti. Meritano esser veduti quelli che sono nominati Doghelinao, Nuraghe ruju e Porta nuraghe. Sono quasi tutti situati in bei punti di vista, e i pastori vi si fermano spesso perchè indi dominano i pascoli. L’ingresso ai medesimi è alla statura ordinaria degli uomini.

In sui limiti di questo salto con Mamojada nel luogo detto Pedras-fittas erano due monoliti conici, che si rovesciarono in questi ultimi tempi da coloro che smaniano in traccia dei tesori. Una di esse era lunga circa metri 6,50.

Sono altri oggetti di antiquaria, e sepolcri, e si osservano alcuni massi granitici, ne’ quali sono scavate delle cameruccie basse con piccole finestre per introdurvisi.

Gli orgolesi hanno in enfiteusi perpetua il salto del suddetto distrutto villaggio di Locoi, e pagano per il medesimo lire nuove 500 all’anno.

Sarebbe ben fatto che con una colonia dei medesimi si ripopolasse quel luogo.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Orgosolo
16 Gennaio: Sant'Antonio Abate
29 Giugno: SS Pietro e Paolo
15 Agosto: Assunta